di Francesco Apicella*
“Nel 1978, alla fine di febbraio, sono andata al festival internazionale della canzone di Vigna del Mar, in Cile” racconta Iva Zanicchi nel suo bellissimo libro “Nata di luna buona”,edito dalla Rizzoli “eravamo io e Gina Lollobrigida, lei non era mai stata in Sud America ed era la regina, la madrina di questo festival. Io facevo parte della giuria e, poi, cantavo anche delle canzoni. Avremmo viaggiato con la Lan Chile, la linea aerea orgoglio del Cile, il volo sarebbe partito da Londra, lei era arrivata a Londra da Roma e io da Milano. Siamo salite su questo aereo ma era tutt’altro che un aereo, c’era una prima classe, per modo di dire; era una carretta! Per arrivare da Londra a Santiago del Cile ci ha messo 32 ore, è atterrato ovunque, se c’era un atollo lui scendeva lì per fare rifornimento. Io, allora, non bevevo assolutamente ma, poiché avevo una paura tremenda di volare, per rilassarmi un pò ho bevuto qualche bicchierino di whisky , dopo un po’ ero ubriaca fradicia ma la paura era tutt’altro che passata, avevo una mantella con me, l’ho stesa in terra e mi ci sono messa sopra. Ero sudata, estenuata e i capelli mi si erano appiccicati alla testa. Inguardabile! Nel sedile davanti al mio era seduta la signora Lollobrigida, rilassata, tranquilla, elegante, con la sua bella parrucchetta nera e le ciglia finte, per 6 ore si è limata le unghie, dritta e impassibile. Salendo sull’aereo, l’avevo salutata perché mio nonno impazziva per lei “Signora Lollobrigida!”e lei aveva risposto al mio saluto con un cordiale “Ciao, cara”. Quando stavamo per atterrare, l’hostess ci fa:” Signore, siamo arrivate all’aeroporto, vi sono i giornalisti, i fotografi, le emittenti tv, le cineprese datevi un contegno!”.più che altro ce l’aveva con me, che ero sdraiata per terra, ubriaca e distrutta. Avevo con me i miei musicisti, il batterista e il bassista mi tirano su alla meglio dalla mantella e, così combinata (una roba indecente!), mi preparo per uscire dall’aereo. Si apre il portellone e, il mio manager, un argentino, appena mi vede mi fa:”Ma cosa ti hanno fatto, che cosa ti è successo?”. Si chiude il portello e lui mi dice:”Andiamo, andiamo!” “No, c’è la signora Lollobrigida!” dico “la voglio vedere, sarà ben distrutta pure lei, che ha anche 10 anni più di me” Lui incalza:”Andiamo in albergo!” “No, no, la voglio vedere!” insisto. Dopo un quarto d’ora si riapre il portello e appare lei, più bella che mai, aveva un vestitino rosa di organza, guantini e scarpine rosa e una pelliccia di visone, lunga fino ai piedi. Là si era in piena estate e faceva un caldo da morire! Incredibile, nonostante il termometro segnasse 40°,lei non aveva una goccia di sudore! Nell’albergo dove alloggiavamo, un bellissimo albergo, ci avevano riservato due suite, una di fronte all’altra. Io non avevo mangiato niente per 35 ore, per cui quando al mattino viene la cameriera e mi chiede:” Signora, cosa le porto? “Di tutto e di più!” le rispondo. Mi porta un vassoio enorme, colmo di ogni ben di Dio, una colazione abbondantissima. Dopo aver spazzolato tutto, con appetito e gusto, le dico:” Non avrebbe 4 o 5 uova col bacon?”. La cameriera è trasalita! “Sì, certo!” Non immaginavo che il giorno dopo saremmo andate sul giornale. Apro il giornale, da una parte c’era la foto mia e dall’ altra quella di Gina Lollobrigida. Avevano intervistato la cameriera, chiedendole che impressione aveva avuto di noi due. “Ah, la signora Zanicchi! Una donna molto semplice, con i capelli tutti in disordine, struccata, le borse sotto gli occhi, una camicia da notte ordinaria” “Cosa ha mangiato?” “Ha mangiato di tutto! Una cosa vergognosa!” “E la signora Lollobrigida?” “Non l’abbiamo vista perché ci ha detto di lasciare il vassoio in anticamera. L’abbiamo intravista con una vestaglia nera, elegante…..bellissima!” “E cosa ha ordinato la signora?” “Un caffè e un succo di frutta!” Quel giorno la signora Lollobrigida aveva una mostra fotografica con le fotografie scattate da lei. Siamo arrivate lì e il mio manager argentino mi ha detto:”Fatti qualche foto con lei, visto che sei amica, chiediglielo!” Allora io sono andata, mi sono avvicinata, lei era in mezzo a un gruppetto di giornalisti e parlava con nonchalance di Marilyn Monroe, di Liz Taylor, di Frank Sinatra. Ritorno dal mio manager e gli dico:” Non me la sento di disturbarla in questo momento, è occupata a rispondere alle domande della stampa e mi sembra brutto interromperla”. “Aspetta!” mi fa il mio manager “ci mando un giornalista argentino, a chiederglielo”. Il giornalista ci va a parlare e torna subito. “Cosa ha detto?” gli chiedo “Ha detto che non si fa fotografare con te “Come no?!?” Ha detto che qui si fotografano solo le sue fotografie. “Pazienza!” rispondo. Di sera, verso le 11, mentre mi preparo per andare a letto, con la mia solita mise, sento bussare alla porta “Oddio, che sarà successo?!” mi chiedo preoccupata. Io ho sempre paura quando sono all’estero…paura degli incendi, dei terremoti e di altre catastrofi. Vado alla porta e guardo dallo spioncino. Era lei!Vestita con un abito azzurro, la sua bella parrucchetta nera e le ciglia finte. Era bellissima!. Io apro e le dico:”Signora!” “Ma che signora! Posso entrare?” “Ma certo, si accomodi!” “A Zanì, me devi scusà per oggi, ero talmente frastornata…domani,che si va all’ippodromo, voglio stare solo con te, mano per mano, perché ho capito che, se tu abitassi a Roma, saresti la mia più cara amica”. Un’affettuosità incredibile! Si confidò con me, parlandomi, in modo accorato, della disperazione e dell’angoscia che, da qualche tempo, stava provando per i suoi problemi familiari; si sfogò come si fa con una vecchia amica, io cercavo di consolarla:”Signora, ma lei è una grande diva, le vogliono bene tutti!”. Quando, finalmente va via, sono contenta perché sono diventata amica della Lollobrigida; chiamo mia madre al telefono e le dico, emozionata:” Mamma, sai, sono diventata amica della Lollobrigida” e lei mi fa:”Oh, adesso sì che sei qualcuno!”. E pensare che avevo vinto già tre festival di Sanremo! Ho voluto omaggiare Gina Lollobrigida, scomparsa da poco, con questo simpatico aneddoto, sicuro che, se lo avesse letto, si sarebbe divertita anche lei. Gina è stata un’attrice straordinaria, una delle colonne portanti del cinema italiano nel mondo, un’artista dai mille talenti. Con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto immenso nel mondo dello spettacolo e in tutti noi che, da sempre, le abbiamo voluto bene per la sua simpatia, la sua bellezza la sua bravura, la sua onestà, la sua tenacia e il suo “essere” sempre se stessa, con semplicità, eleganza e intensa umanità. Non è stata solo una stella del cinema, inossidabile nel cuore e nei ricordi, ha brillato in tutti i campi dell’arte, dalla pittura alla fotografia, dal disegno alla scultura e, inoltre, dal punto di vista canoro, aveva una voce bellissima, intonatissima e con un timbro vocale morbido e vellutato; non tutti sanno che l’aria”Vissi d’arte”,dalla Tosca di Puccini, nel film “La donna più bella del mondo”, sulla vita del celebre soprano Lina Cavalieri, è proprio lei a cantarla. E, oltre ad essere un’artista eclettica, a tutto tondo, se la cavava benissimo anche nel confezionare i suoi vestiti, che lei stessa disegnava e cuciva, dimostrando, ancora una volta di essere una grande professionista in tutto ciò che faceva. Debuttò nel mondo dello spettacolo, a teatro, nel lontano 1944, a soli 17 anni, recitando nella commedia “Na santarella” di Eduardo Scarpetta, successivamente, nel 1947, dopo aver partecipato al concorso di Miss Italia ed essersi classificata terza, dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale (diventate a loro volta famose attici cinematografiche n.d.r), fu notata dal cinema, cominciò a fare i primi film, con piccoli ma incisivi ruoli, finchè nel 1953, raggiunse una grande popolarità, interpretando ne film “Pane, amore e fantasia”, diretta da Luigi Comencini, accanto a Vittorio De Sica e altri grandi e indimenticabili attori, il ruolo di Maria, una ragazza del popolo, semplice, schietta e autentica, indomita, romantica e “friccicarella”, soprannominata per la sua verve, la sua bellezza e la sua espressività genuina e fresca “Pizzicarella, la bersagliera”. Con l’interpretazione di questo personaggio, che le stava a pennello e che rispecchiava in pieno il suo carattere libero, indipendente e determinato,Gina ottenne un successo straordinario di critica e di pubblico, diventando una star famosa non solo in Italia ma in tutto il mondo. L’anno seguente bissò il successo, interpretando ancora una volta il personaggio della bella “Bersagliera” in “Pane, amore e gelosia”, il seguito del primo. Nella sua lunga carriera cinematografica, interpretò più di 60 film, diretta dai più grandi registi, fra cui, tra gli italiani, spiccano i nomi di Pietro Germi (“La città si difende” nel 1951), Alessandro Blasetti (“Altri tempi”nel 1952, nell’episodio “Il processo di Frine”), Mario Monicelli e Steno (“Le infedeli”nel 1953),Mario Soldati “La provinciale” nel 1953), Luigi Comencini (“Pane, amore e fantasia” nel 1953, “Pane, amore e gelosia” nel 1954, “Le avventure di pinocchio”, sceneggiato televisivo del 1972, in cui Gina interpretava il personaggio indimenticabile della Fata Turchina), Vittorio De Sica (“Anna di Brooklyn” nel 1958), Renato Castellani (“Mare matto” nel 1963, uno dei suoi film preferiti), Mauro Bolognini (“Le bambole”, nell’episodio “Monsignor Cupido” nel 1965”, “Un bellissimo novembre” nel 1969). Tra i numerosi registi stranieri che hanno diretto Gina Lollobrigida ricordiamo Renè Clair ( “Le belle della notte” nel 1952), Christian Jaque (“Fanfan la tulipe” nel 1952), Jhon Huston (“Il tesoro dell’Africa” nel 1953), Robert Siodmak (Il grande giuoco” nel 1954),Carol Reed (“Trapezio” nel 1956), King Vidor (“Salomone e la regina di Saba” nel 1959), Robert Mulligan (“Torna a settembre” nel 1961), Jean Delannoy (“Venere imperiale” del 1962) e Melvin Frank (“Buona sera, signora Campbell” nel 1968). Oltre che ad essere diretta da grandi registi, la Lollobrigida ha sempre recitato accanto ad attori molto famosi: Humphrey Bogart, Anthony Queen, Burt Lancaster, Tony Curtis, Alec Guinness, Sean Connery, Rock Hudson, Yul Brynner, Marcello Mastroianni e tanti altri. Nel 1969, dopo aver girato “Un bellissimo novembre”, Gina Lollobrigida, a parte poche sporadiche partecipazioni sullo schermo o in qualche serie televisiva, decide di lasciare il mondo del cinema e dedicare il suo talento artistico alla fotografia e alla scultura, ottenendo in entrambi i campi risultati eccellenti. Quando, nel 1955, le proposero di girare il terzo film della serie “Pane e amore”, lei non volle farlo, per non rimanere ancorata sempre allo stesso personaggio e potersi così evolversi artisticamente, al suo posto fu scelta una giovanissima Sofia Loren, la quale accettò la parte della pescivendola Sofia “la smargiassa”, ottenendo a fianco di Vittorio de Sica e Antonio Cifariello, un grandissimo successo di pubblico. Il film, che si intitolava “Pane, amore e…”, diretto da Dino Risi, fu il trampolino di lancio per la sua luminosa e prolifica carriera, italiana e internazionale. Sulla scia della presunta rivalità tra i ciclisti Gino Bartali e Fausto Coppi, tra le cantanti liriche Maria Callas e Renata Tebaldi, i giornali inventarono subito un’altra immaginaria rivalità, quella tra Gina Lollobrigida e Sophia Loren. Le due attrici, anche se sul set erano concorrenti, nella vita non erano rivali ed erano legate da una sincera amicizia. Sophia, dopo aver commentato brevemente la morte della collega e amica Gina, il giorno dopo ha spiegato all’agenzia Ansa che lo aveva fatto perché era scossa, incredula e profondamente addolorata. “Ieri non mi venivano le parole” e ha aggiunto:”Cara Gina, il tuo corpo si è spento, ma la luce della tua stella brillerà su di noi e nei nostri cuori per sempre. Ti voglio bene, Gina. Sophia”. Non potendo partecipare al funerale di Gina perché si trova all’estero, le ha mandato nella Chiesa degli Artisti a Roma, a Piazza del Popolo una corona bellissima, composta di rose rosa (Il colore preferito di Gina),orchidee bianche e anthurium rosa. Lacio drom (buon viaggio in lingua romanes, l’idioma del popolo Rom n.d.r), Gina, grazie per tutte le emozioni che, dallo schermo, ci hai regalato con le tue interpretazioni, prosegui il tuo cammino nel firmamento…stella tra le stelle.
*Francesco Apicella critico teatrale
curatore della rubrica "Spettacolo: fattarielle e 'nciuci"


