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Sarno. Via Ingegno, il centro “Open” sull’area confiscata a Galasso verso la gestione affidata ai privati

05 Febbraio 2026 Author :  

Il Comune punta ad affidare a soggetti privati la gestione del nuovo centro multisportivo polifunzionale “Open”, in via Ingegno, opera attualmente in avanzato stato di completamento. A chiarirlo è la deliberazione di Giunta del 29 gennaio scorso, a firma dell’assessore Enzo Correa, che indica come obiettivo una gestione “sostenibile” dell’area e delle strutture, anche attraverso una concessione onerosa a operatori economici, selezionati con procedura ad evidenza pubblica.
Nella relazione istruttoria, l’Amministrazione evidenzia che il Parco Urbano e il centro “Open”, in corso di realizzazione nella masseria confiscata all’ex boss della camorra Pasquale Galasso, non potranno essere gestiti in amministrazione diretta: la manutenzione non sarebbe assicurabile con personale interno, per l’estensione dell’area e la specificità degli interventi richiesti. Per garantire funzionalità, fruibilità e decoro, il Comune dovrebbe quindi stanziare risorse in bilancio e ricorrere a operatori economici qualificati.
In quest’ottica, già in fase di progettazione sarebbe stata prevista la realizzazione di strutture sportive e di un punto ristoro, con l’idea di assicurare un rientro economico di gestione utile a coprire i costi fissi e straordinari di manutenzione. La Giunta afferma inoltre che una concessione onerosa a un operatore del settore, rispetto a un affidamento gratuito ad associazioni locali, potrebbe garantire servizi professionali, ampliare l’utenza e diventare un volano di sviluppo per il territorio.
Poiché l’area è composta da beni confiscati alla criminalità organizzata trasferiti al Comune con vincolo di destinazione sociale, la delibera prevede di chiedere all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati la coesistenza di una duplice finalità d’uso: sociale-istituzionale ed economica. In pratica: possibilità di finalità di lucro, ma con obbligo di reimpiegare i proventi per finalità sociali, come previsto dal Codice Antimafia.
È proprio questo ampliamento della destinazione d’uso che, secondo l’Amministrazione, consentirebbe di affidare in concessione onerosa l’area e le strutture del Parco Urbano e del centro “Open” a un operatore economico individuato con evidenza pubblica, garantendo al tempo stesso il reinvestimento dei proventi in progetti sociali.
Inoltre, dettaglio non secondario, la delibera collega la richiesta di ampliamento della destinazione d’uso anche a una vicenda amministrativa riguardante aree ricadenti nel PIP di via Ingegno, per le quali risulta assegnataria l’impresa FA.MI.GEL., che chiede un titolo abilitativo per la realizzazione di un opificio industriale. Secondo l’atto, il rilascio del titolo potrebbe risultare illegittimo o annullabile se permane il vincolo di sola destinazione sociale imposto dal decreto ANBSC; e il mancato rilascio esporrebbe l’Ente a contenziosi e possibili profili di danno erariale. Da qui, la scelta di richiedere all’ANBSC la possibilità di utilizzo anche economico, così da “scongiurare ricorsi giudiziari”.

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