Le ricerche archeologiche avviate lo scorso novembre dal Parco Archeologico di Ercolano presso Villa Sora riportano al centro dell’attenzione uno dei complessi più affascinanti dell’area vesuviana, offrendo dati inediti e nuove chiavi di lettura su una raffinata residenza marittima di età romana.
Le indagini hanno ampliato in modo significativo il quadro conoscitivo del sito, portando all’individuazione di contesti finora inesplorati e consentendo una ricostruzione più precisa delle diverse fasi di vita della villa, bruscamente interrotte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I nuovi dati contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza l’organizzazione degli spazi e le trasformazioni architettoniche che interessarono il complesso nel corso del tempo.
Particolarmente rilevante è la scoperta, sul fronte nord-orientale, di un ambiente di circa 10 metri quadrati caratterizzato da una decorazione pittorica di eccezionale qualità. Le pareti, impostate su un elegante fondo scuro, sono scandite da fasce in rosso intenso e animate dalla presenza di figure di aironi, mentre il soffitto conserva un ricco apparato ornamentale con ghirlande, grifi e un centauro raffigurato in movimento. Un insieme decorativo che testimonia l’alto livello artistico e il prestigio dei proprietari della villa.
All’interno dell’area indagata sono emersi anche contenitori in piombo finemente decorati (ciste) e elementi architettonici in marmo di elevata qualità, rinvenuti in un ambiente interpretato come deposito o spazio di cantiere. Questi materiali rafforzano l’ipotesi che la villa fosse interessata da lavori edilizi in corso al momento dell’eruzione, offrendo uno spaccato prezioso sulle dinamiche di trasformazione degli edifici residenziali romani in età imperiale.
Come ha sottolineato il Direttore generale Musei Massimo Osanna, «questo avanzamento della conoscenza offre basi più solide per rafforzare i percorsi di valorizzazione del sito e per rendere più consapevole e articolato il suo racconto al pubblico». Le nuove scoperte a Villa Sora confermano così il ruolo centrale della ricerca archeologica non solo nella tutela del patrimonio, ma anche nella costruzione di una narrazione sempre più ricca e accessibile della storia di Ercolano e del suo territorio.


