Non è più un episodio isolato. È il terzo atto vandalico nel giro di poche settimane contro la sede del Comitato per il SÌ a San Valentino Torio. Questa mattina i manifesti affissi davanti alla sede, nella piazza centrale del paese, sono stati nuovamente strappati da ignoti.
Un gesto ripetuto, mirato, che accende ulteriormente il clima già caldo legato alla campagna referendaria sulla riforma del sistema giudiziario. Dopo i primi due episodi, l’ennesimo danneggiamento ha spinto il responsabile del comitato a rivolgersi alle forze dell’ordine: in mattinata verrà formalmente depositata querela presso i Arma dei Carabinieri.
Dal Comitato parlano di un’escalation preoccupante. «Non ci faremo intimidire», fanno sapere i promotori del SÌ, ribadendo la volontà di proseguire la campagna informativa sul territorio. «Continueremo a incontrare i cittadini e a spiegare le nostre ragioni, perché il confronto deve restare libero e aperto».
Colpisce, intanto, il silenzio della politica locale. A fronte di tre episodi ravvicinati, non si registrano prese di posizione ufficiali né manifestazioni pubbliche di condanna. Un’assenza che pesa in un momento in cui il confronto democratico dovrebbe essere tutelato e difeso da tutte le parti in campo.
Resta ora da chiarire chi sia responsabile dei danneggiamenti, mentre la vicenda continua ad alimentare interrogativi sul clima che accompagna la campagna referendaria in città.
L’auspicio è che si possa riportare il dibattito su un piano di rispetto e legalità, evitando ulteriori tensioni. Le indagini delle forze dell’ordine sono ora finalizzate a individuare i responsabili di una serie di episodi che rischiano di avvelenare il clima democratico della comunità.
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