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“A cavallò, fermate, che si caschi, trovamo er petrolio!”, l'aneddoto su Anna Magnani

30 Giugno 2023 Author :  

di Franco Apicella

Mario Monicelli (grande regista del cinema italiano n.d.r) mi metteva sempre nei suoi film perché diceva che portavo fortuna” ha raccontato l’attrice Gina Rovere in tv “ avevo già girato con lui “Padri e figli” nel 1957 e “I soliti ignoti” nel 1958 e nel 1960 mi chiamò di nuovo per interpretare una parte nel film “Risate di gioia”, accanto ad Anna Magnani ,Totò e Ben Gazzara. Prima di allora non avevo mai conosciuto la signora Magnani, quelli della produzione mi vennero a prendere di notte, mentre giravo “Adua e le compagne” e mi portarono sul set dove c’era lei. Accompagnata da Monicelli, entrai nel suo camerino; lei era davanti allo specchio e si stava truccando, “Questa è Gina Rovere” le disse Monicelli, lei si girò per un attimo, mi diede un’occhiata di sfuggita e, continuando a truccarsi, aggiunse “Uhm…Uhm”. “Gina” mi fece Monicelli “guardi, questi sono dei fogli del copione, impari a memoria le battute che vi sono scritte e, quando la signora Magnani sarà pronta, farete la prova e vediamo come state insieme”. Io presi i fogli, mi misi seduta e aspettai, la Magnani ogni tanto si girava e mi lanciava uno sguardo di traverso, io aspettavo che lei parlasse, non toccava a me cominciare, perché le prime battute erano le sue. La signora Magnani era una donna molto taciturna, lei zitta, io zitta. Silenzio e ancora silenzio! Dopo un po’, le ho detto:”Signora, scusi, le dispiace se proviamo?” “Che vuoi provà, un attimo, c’ho da fa’… due minuti!”. Invece non era vero che c’aveva da fare, perché stava davanti allo specchio, a truccarsi! Io, zitta, ho aspettato. Dopo qualche minuto mi dà un’occhiata e mi fa: “Dai, arzate!” Io mi alzai e dissi:”Sì, signora!” “Dai, proviamo!” Io non avevo ancora letto le battute, dò un’occhiata ai fogli e aspetto perché toccava a lei parlare per prima. A un certo punto mi fa:”Ma tu guarda che tempo che fa oggi! Eh?Dice che doveva essere bel tempo e invece piove!”. Io mi accorgo subito che non sono le parole del copione ma, senza perdermi d’animo, dico:” Beh, davvero! E’ chiaro, è cambiato il tempo!” Mi interrompe subito “Queste non sono le battute che devi da dì” “Ma neanche lei, signora, ha detto quello che mi doveva dire, perché qua”, indicando i fogli, “io vedo scritto delle altre battute” “Uhm! Vabbè, vabbè! Aò!” chiama Monicelli e gli fa “dai, Mario, potemo annà”. Monicelli mi fece l’occhiolino, come a dire “l’accettazione da parte della Magnani è andata a buon fine”. Poi, ci furono le prove con altre persone del cast, c’era una grande tavolata, per festeggiare la fine dell’anno, e c’eravamo tutti nella scena. Mentre aspettavamo il ciack del regista, per girare, nelle pause ridevamo, scherzavamo, ci raccontavamo sempre delle cose, delle barzellette e ci divertivamo tantissimo. “Ragazzi, ve devo dì ‘na cosa…” cominciai; “Dai, Gì, racconta” mi incitarono “Oggi so’ passata pe’strada, pe’venì qua, portavo un vestitino carino, un po’ scollacciato, stavo proprio bene…passo davanti a due che stavano seduti per ter(r)a, penso che siano stati dei muratori perché là vicino c’era un palazzo in costruzione. Questi c’avevano il cappello de carta in testa e stavano a magnà na pagnottella, co’ ‘na bottiglietta de bir(r)a accanto. A un certo punto uno dei due fa all’altro:”Aò, a questa, a magnartela cor pane e quando te la finisci?” e quell’altro gli risponde:”Sì, vabbè, però si casca, trovamo er petrolio”. Tutti quelli intorno al tavolo si misero a ridere, io mi giro e vedo lei che stava ferma, in piedi, all’angolo della porta e aveva sentito tutto. Finalmente, arriva l’ok del regista per girare e cominciammo. Io dovevo fare una litigata con lei, per una borsetta, su per una scalinata; mentre facciamo sta scena, a un certo punto, avanzando spavalda verso di lei, la sovrasto con tutto il mio metro e 77 di altezza, le strappo la borsetta dalle mani e lei mi fa:”A cavallò, fermate, che si caschi, trovamo er petrolio!” S’era presa la battuta che io avevo raccontato, le era piaciuta e l’aveva fatta sua! Poi, finita la scena, uscì e, rivolta a Monicelli, gli disse:” A Mario, sta Rovere ce l’ha quadrate!”, come a dire che ero una donna che aveva un grande carattere. Fui molto contenta del complimento!.Dopo 3 giorni, durante una pausa della lavorazione, mentre eravamo tutti seduti a riposà, prima di continuare le riprese, lei si girò verso di me e mi fece:” A cavallò, nnamo, viè co’ me !” “Dove dovemo annà?” chiesi “In proiezione, dai!”. Tutti dissero:”Miracolo! Sei la prima donna che la Magnani porta in proiezione!”. Per cui la mia è stata la più grande accettazione da parte della Magnani!.”Gina Rovere, all’anagrafe Gina Ciccotti, classe 1936, nella sua lunga carriera ha girato più di 60 film, ha fatto tanto teatro e avanspettacolo ed è stata presente in molte serie televisive. Brava, genuina, ruspante, spontanea e giunonica, nonostante abbia compiuto 87 anni il 18 maggio scorso, e’ ancora una bellissima donna, affascinante, piena di allegria e con una voglia di divertire e di divertirsi, energica ed effervescente come una coppa di champagne. Ha raccontato questo divertente aneddoto, e altri ancora, a “Oggi è un altro giorno”, il programma che Serena Bortone conduce, con grande successo, su Rai 1, nella prima fascia pomeridiana. Accompagnata dal marito Amerigo, innamoratissimo di lei e visibilmente commosso per la gioia e l’affetto con cui sua moglie è stata accolta dagli “affetti stabili”, presenti in studio, che alla fine dell’intervista l’hanno salutato con un’accorata standing ovation, Gina è entrata nelle case e nel cuore di tutti gli Italiani che l’hanno seguita, con grande entusiasmo ed emozione, ipnotizzati dalla sua verve e dalla sua simpatia. Lei e il marito, di 23 anni più giovane di lei, stanno insieme, felicemente, da 28 anni. “O’, me lo so preso più giovane” ha detto Gina a Serena, scherzosamente, stringendo la mano di suo marito “così dura di più!” Meravigliosa artista! Le auguro con tutto il cuore, a nome di tutti, di continuare ad emozionarci con le sue interpretazioni e di avere, finalmente, un David di Donatello alla carriera da una giuria, finora distratta, che ancora non le ha tributato, questo prestigioso, meritatissimo, premio, riconoscendole di essere, a pieno diritto, per il suo apporto artistico, una delle pietre miliari del cinema italiano Sperando di vederla ancora ospite in tv, da Serena Bortone o in altri programmi televisivi, per ascoltare ancora i suoi irresistibili racconti e le sue perle di saggezza popolare, le mando un abbraccio immenso, augurandole di proseguire, con successo, la sua carriera artistica e, soprattutto, di vivere sempre con la gioia inossidabile, che la contraddistingue, e con tanto, tanto amore.

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